Last chance, Herr Schulz...
11 AGO 20

Dal raffinato "twitter@affaticati" di oggi, 21 maggio, apprendiamo che HerrSchulz ha colpito ancora una volta, proponendo "...un' Europa laica" elanciando la lotta alle nostre radici giudaico-cristiane. A parte l'annosaconfusione tra laicità e laicismo, Schulz non fa altro che allinearsi alleposizioni di tutti coloro che per riuscire a sentire la voce della propriaidentità devono abbassare ( e a volte spegnere) quella che sgorgadall'identità degli altri. E' questo un gioco squallido, che nella Storianon ha mai fatto fare un passo in avanti alla civiltà e che, nel secoloscorso, si è concluso con massacri e genocidi ( Armeni, Curdi, Ebrei nesanno qualcosa). Se Herr Schulz sapesse leggere nei fatti che la Storiapropone, saprebbe che De Gasperi, Schumann, Spaak e Adenauer condividevano con lui la sua stessa nobile lingua, ma erano religiosi e progettarono un'Europa con una forte identità culturale che non solo non escludeva nessuno, ma si fondava sulla dignità del lavoro e sulla messa in comune delle materie prime ( la CECA dice qualcosa?). Dopo 60 anni siamo passati dall'Europa degli statisti...à l'Europe des épiciers..., dove la gente chemandiamo a Bruxelles elabora normative sulla taglia dei piselli, mentretutta l'informazione mondiale viaggia sulla scienza dei materiali elaboratinegli USA o in Giappone. Herr Schulz, lasci perdere la guerra ai simboli e si occupi di guadagnarsiseriamente le prebende garantite dalle nostre tasse: lotti piuttostoaffinchè l'Europa inserisca nei suoi programmi di spesa cifre dignitose perla ricerca di base, quella ricerca con cui l'Europa (che lei non ha maiconosciuto) ha illuminato il mondo. Altrimenti, di questo passo, non solospariranno dal nostro continente i simboli religiosi che tanto ladisturbano, ma sparirà l'Europa stessa che oggi, anche grazie a gente comelei, non crede in nulla e non spera in nulla.